Il Mio Metodo yoga

Nicola Zaghi Yoga

… PER LO YOGA OCCORRE UNA MENTE DA PRINCIPIANTE

La prima volta che mi capitò tra le mani un libro di Yoga avevo circa sedici anni ed ero attratto da questa disciplina pur non sapendone nulla. Alcune notizie frammentate e superficiali venivano divulgate (erano gli anni ottanta!!!) dalla New age e parevano arrivare da un altro mondo.
E forse era veramente così, perché lo Yoga, intriso di mistero, pareva fosse la panacea di tutti i mali.

Sembrava che i pochi eletti autorizzati a tramandarne la tradizione millenaria non fossero uomini ma super-uomini, mai colpiti da un raffreddore o da qualsiasi altra malattia.

Venivo impressionato dalle acrobatiche posizioni che si dovevano assumere e dalla disciplina che si doveva adottare per arrivare a certi risultati e pensavo che lo Yoga fosse quello, che bastasse mettersi lì, giorno dopo giorno, quasi passivamente a ripetere e copiare le posizioni e …….tutto sarebbe accaduto.

Questa ricerca di equilibrio mi spinse a cominciare.
Iniziai come autodidatta e combinai un po’ di guai prima di accorgermi che non era possibile raggiungere l’illuminazione(era a quello che miravo!!!) senza la guida di un guru.
Non trovai un guru, per fortuna, ma un essere umano che mi prese per mano e piano piano mi introdusse allo studio dello Yoga.

Non avrei mai pensato che sarebbe diventato il mio lavoro, lo studiavo perché mi piaceva, perché sentivo che mi faceva star bene, perché a volte mi capitava di essere felice senza nessun motivo particolare e che spesso quest’illogica allegria, estranea a quello che mi accadeva nella vita, emergeva dopo una lezione particolarmente profonda.
Lo yoga, senza che ne sapessi ancora le ragioni, poteva cambiare il mio stato d’animo.
Solo dopo molti anni ho compreso che la pratica dello yoga, se è profonda, consapevole e seria, agisce sul sistema nervoso, sulla postura, la quale influisce sul nostro modo di vedere e di sperimentare la realtà.

Ma questi sono argomenti che avrei approfondito in seguito…..ora mi trovavo nella piacevole inconsapevolezza del principiante, dove tutto quello che accadeva veniva accolto dal mio corpo e dalla mia mente senza giudizi di valore, senza aspettative; era un momento molto particolare, che a volte accade a chi inizia a fare Yoga con una mente aperta e disponibile, con la mente di un principiante appunto.

Trovo che questa qualità sia indispensabile ogni volta che ci mettiamo sul tappetino per praticare, all’inizio come dopo molti anni.
Nel momento in cui perdiamo questa predisposizione all’ascolto e al cambiamento, il rischio è che tutto diventi vecchio, poco interessante.

IL MIO METODO YOGA

Lo yoga che insegno può rientrare nell’ Hatha Yoga, soprattutto per il suo approccio dolce e graduale alla pratica e all’apprendimento.
Penso però che tale definizione sia riduttiva poiché sento che il lavoro sul corpo che propongo è un fluire e confluire di esperienze che attingono da varie scuole e vari insegnanti.

Tra questi Sandra Sabatini è stata sicuramente la più importante, per avermi concesso, attraverso il suo insegnamento paziente, la possibilità di conoscere, approfondire e poi insegnare il metodo Scaravelli.

Altre esperienze confluiscono nelle mie lezioni e derivano dallo studio dell’Hatha yoga classico, dall’anatomia esperienziale, dal cranio sacrale e dalla mia pratica individuale.

L’esperienza del respiro consapevole, le sensazioni che emergono dal lento movimento interno mi hanno portato nel corso degli anni ad osservare ed ascoltare il corpo come una porta dalla quale accedere a livelli più profondi del proprio essere.

LO YOGA PER ME

Nicola Zaghi Corsi yoga

Come diceva Vanda Scaravelli,

Lo Yoga è un percorso che nasce e termina nella libertà e dove confluiscono movimento e meditazione, consapevolezza e respiro, gioia e divertimento.

Una pratica che, oltre a mantenere un corpo sano, agile e reattivo conduce ad un maggior senso di spazio ed integrazione.

Rinchiudere lo Yoga in una definizione o in una corrente per far capire meglio il lavoro che si propone è utile e necessario ma si dovrebbe mantenere la consapevolezza che la pratica deve rimanere vivace e curiosa, permeabile alle opportune influenze che arricchiscono e rinnovano.
Uno Yoga dai confini sfumati, appunto.

OBIETTIVI

Mi piace pensare che tutta la pratica sia un viaggio verso l’interno, un’avventura che ci porta un po’ più vicino al Sè, uno strumento che apre delle porte e che dall’interno ci espande e ci sostiene.
Un compagno saggio di cui fidarsi.

QUESTO YOGA E’ ADATTO A ME?

Chi vuole cominciare deve sapere che lo Yoga inizia e finisce con la pratica.

Aldilà della scelta sul tipo di Yoga che faremo è molto importante ricordarlo.

Detto questo, penso che ognuno di noi dovrebbe scegliere in base alle proprie inclinazioni, alla propria cultura e alla propria ricerca.

Oltre a sentire come ci troviamo con un certo metodo, in un certo ambiente, consiglierei sempre di capire che formazione ha l’insegnante e di individuare con lui o con lei il percorso più adatto alla nostra condizione.

Ti consiglio ti venire a provare una lezione e vedere se il mio metodo e la tua ricerca vanno nella stessa direzione.